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ADAS, sicurezza continua per tutta la vita del veicolo

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Manutenzione, calibrazione, verifica, controlli periodici ed accesso ai dati al centro del confronto promosso da Autopromotec. Imprese, associazioni e istituzioni chiedono procedure affidabili e armonizzate, capaci di accompagnare l’evoluzione dell’auto intelligente.

 

La presenza degli ADAS a bordo delle automobili non basta da sola a garantire la sicurezza. Telecamere, radar, sensori e software devono rimanere efficienti e correttamente calibrati durante l’intero ciclo di vita del veicolo. E’ questo il messaggio centrale emerso a Roma da La sicurezza invisibile: ADAS, manutenzione e cultura della prevenzione nell’era dell’auto intelligente, appuntamento di Autopromotec – The Dialogues patrocinato ed ospitato presso la sede dell’Automobile Club d’Italia.

L’incontro, introdotto da Alessandro #Lago, direttore responsabile di Quattroruote, ha riunito rappresentanti della Polizia Stradale e specialisti dell’industria delle autoattrezzature per affrontare una trasformazione che coinvolge automobilisti, officine, centri di revisione, assicurazioni, costruttori e istituzioni.

L’On. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati della Repubblica Italiana, ha portato, in apertura lavori, il saluto del Governo, sottolineando l’attenzione che le istituzioni riservano al comparto automotive. Frenata automatica d’emergenza, mantenimento della corsia, riconoscimento dei segnali e regolazione adattiva della velocità sono ormai parte integrante della sicurezza attiva. Gli ADAS, tuttavia, assistono il conducente ma non lo sostituiscono. La fiducia crescente riposta in questi sistemi rende ancora più importante verificarne l’efficienza: il rischio non è soltanto che una funzione non operi correttamente, ma che il guidatore continui a confidare in una protezione le cui prestazioni potrebbero ridursi nel tempo.

Alessandra #Zinno, direttore ACI per l’Educazione Stradale, la Mobilità e il Turismo ha evidenziato come da uno studio della Fondazione Filippo Caracciolo di ACI, un’auto di oltre 10 anni ha più del doppio della probabilità di essere coinvolta in un incidente rispetto a una vettura recente. La dotazione di dispositivi di assistenza alla guida ADAS determina una riduzione del rischio globale di incidente pari al 38% rispetto ai mezzi che ne sono privi e la frenata automatica di emergenza, in particolare, è in grado di ridurre i sinistri del 35% e i tamponamenti del 45%. Questi numeri, però, potrebbero essere ben maggiori con una più forte consapevolezza dei conducenti: ecco perché ACI intensifica il suo sforzo formativo con programmi specifici verso gli ADAS nei suoi centri di guida sicura di Vallelunga e Lainate, oltreché nelle autoscuole del network Ready2Go.

Il commissario capo tecnico Mario #Porretto, del Servizio Polizia Stradale, ha portato l’esperienza del laboratorio centrale Automotive Analytics and Forensics. Nella ricostruzione di un incidente è sempre più importante distinguere tra le azioni compiute dal conducente e quelle attivate autonomamente dal veicolo. Gli Event Data Recorder oggi consentono di acquisire informazioni relative ai secondi precedenti l’urto e, nei sistemi più recenti, di verificare anche lo stato della frenata automatica. Questi dati, però, non sempre permettono di comprendere il contesto nel quale l’ADAS ha preso una decisione, né di stabilire con precisione la sequenza degli interventi del sistema e del guidatore.

Dal confronto è quindi emersa l’esigenza di informazioni più complete e uniformi: finestre temporali più ampie, frequenze di campionamento adeguate e dati relativi agli oggetti rilevati, alla distanza, alla velocità relativa, alle condizioni dei sensori e alla risposta richiesta al veicolo.

L’esperienza maturata sui casi reali suggerisce inoltre di ampliare gli scenari utilizzati nelle verifiche, includendo condizioni meno ideali e più vicine alla circolazione quotidiana: fondo bagnato, scarsa visibilità, guida notturna, curve, cantieri, gallerie e segnaletica provvisoria. Un ulteriore tema riguarda l’override, cioè le azioni con cui il conducente interrompe un intervento automatico anomalo e riprende il controllo. Le modalità variano tra i costruttori e richiedono studi più approfonditi in vista di riferimenti comuni.

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